chi vi scrive ha 24 anni, è un collaboratore giornalistico per L'Arena e per Il Fatto Quotidiano, è stato ed è uno studente universitario. Vivo a Verona dove svolgo il servizio civile presso un'associazione che si occupa dei temi della giustizia e della pena. Sono un ragazzo come ognuno di voi.
Vi scrivo perchè ho bisogno del vostro aiuto.In vita mia mi sono sempre occupato di mafie, di criminalità organizzata e di quei politici che dalla malavita non sanno stare lontani. Sul mio blog ho pubblicato inchieste, articoli che hanno avuto molta risonanza e che certo non mi hanno fruttato molti amici. Da quando nel 1992, in Sicilia, la mafia ha ucciso mio nonno e mio zio, Paolo e Giuseppe Borsellino, ho sempre pensato di avere un debito con loro, con loro che la mafia la seppero affrontare a testa alta, sin dal primo momento in cui essa chiese loro non solo il pizzo, ma anche la loro dignità .
Mi sono trasferito a Verona pieno di speranze, con la voglia di fare qualcosa per l'Italia tutta. E mentre giravo la nazione assieme agli amici Salvatore Borsellino, Sonia Alfano, Luigi De Magistris e Gioacchino Genchi, a parlare di Legalità , di Antimafia, mi sono accorto che le mafie stavano e stanno divorando la mia Verona, provincia che mi ha accolto da oltre un anno e per cui ora io sono in prima linea.
I nostri politici e i nostri amministratori non ci raccontano cosa realmente stia accadendo ai nostri splendidi territori: la verità è che la camorra ha in mano tutto il lago di Garda e che Verona è ormai caposaldo del riciclaggio di denaro sporco. Una situazione agghiacciante, testimoniata dai 43 fascicoli aperti alla Procura di Verona per reati di tipo mafioso.Non so il perchè di questo silenzio, ma io non posso lasciare che per la seconda volta le mafie invadano la mia vita e di conseguenza quella di tutti voi. E' per questo che vi chiedo di darmi una mano a combatterla.
Mi sono candidato come indipendente nelle liste dell'Italia dei Valori per le Elezioni Regionali del 28 e 29 marzo. Ho bisogno non solo del vostro consenso ma ancor di più della vostra convinzione e della vostra vicinanza. Ho bisogno della vostra legittimazione per andare in Consiglio Regionale a rilanciare i temi che ci stanno a cuore:
- l'immediata istituzione di una Commissione Antimafia Regionale che collabori in piena sintonia con la magistratura e che sia suo megafono nella società civile;
- un monitoraggio particolare e attento degli appalti e dei cantieri delle grandi opere, per evitare iniltrazioni mafiose.
- fermare progetti assurdi che prima devono essere vagliati e valutati dai cittadini, come l'Autodromo del Veneto, il traforo delle Torricelle e l'inceneritore cancerogeno CÃ del Bue.
Se anche voi, come me, volete un Veneto libero dalle mafie, coraggio, unitevi a noi!
Vi aspetto sul mio sito www.bennycalasanzio.net, sul mio blog www.bennycalasanzio.blogspot.com, su Twitter (www.twitter.com/bennycalasanzio) e su Facebook (Benny Calasanzio).
Martedì 9 marzo alle ore 20.45, presso la Sala Civica di Viale Bassini di Vigasio (sopra la palestra) il candidato indipendente dell'Italia dei Valori alle prossime elezioni regionali, Benny Calasanzio, incontrerà il candidato sindaco della lista civica Vigasio Comune Virtuoso, Riccardo Ferrari. Titolo dell'incontro: "L'altra faccia del Motorcity. Coopsette, i nuovi proprietari di Vigasio?". Per l'occasione Calasanzio presenterà ai cittadini i dettagli della sua inchiesta giornalistica dalla quale emergono i numerosi precedenti giudiziari che hanno colpito l'azienda emiliana che investirà mille e cinquecento milioni di euro in un'opera da quattro milioni e mezzo di metri quadri. Arresti, indagini ed intercettazioni che fanno emergere il lato oscuro della più potente cooperativa rossa d'Italia.
voglio innanzitutto ringraziarvi per l'affetto e per il calore con il quale mi avete accolto tra di voi seppur io non sia iscritto all'Italia dei Valori e mi sia candidato come indipendente nelle liste dell'Idv. Il Presidente Antonio Di Pietro, dandomi questa possibilità , ha dimostrato che c'è una voglia sana e genuina di migliorare questo partito e depurarlo da alcuni nei purtroppo fisiologici nella vita politica.
Quando Sonia Alfano, Luigi De Magistris, Gioacchino Genchi e Salvatore Borsellino mi hanno chiesto di candidarmi in provincia di Verona, ho sentito dentro di me la convinzione che i tempi erano maturi in Veneto per affrontare il tema delle mafie e per metterlo al centro del dibattito politico, per spiegare alla gente che la mafia è ormai purtroppo anche "cosa nostra".
Non volevo però apparire come un candidato paracadutato dall'alto, deciso ai piani alti del partito. E' per questo che con molta umiltà mi sono presentato ai giovani del partito, mesi e mesi prima delle elezioni, per valutare insieme a loro questa candidatura. Il loro entusiasmo, la loro determinazione e la fiducia che hanno riposto in me, mi hanno emozionato e sorpreso e mi hanno allo stesso tempo caricato di grande responsabilità nei loro confronti.
Avrei voluto parlare anche al coordinamento, per presentarmi a loro e per raccogliere pareri e perplessità , ma ciò non mi è stato possibile ed è rimasto un mio cruccio.
Ho trovato nell'onorevole Antonio Borghesi un interlocutore di alto livello e di grande attenzione; la stessa che ho riscontrato tra i militanti, tra coloro che dalla mattina alla sera andavano a raccogliere firme e che facevano ogni cosa con il cuore per il partito, per dare a questa nazione un'altra possibilità .
Il Presidente mi ha voluto perchè io facessi l'indipendente, perchè agissi da esponente della società civile, da pungolo per i partiti. E' per questo che la nostra campagna elettorale è diversa dalle altre: niente bandiere o palloncini, niente convention: la mia faccia accanto al simbolo dell'Idv per testimoniare unità di vedute e fiducia reciproca, per venire incontro agli spiriti indipendenti e alle sensibilità lontane dai partiti.
Mi rivolgo oggi a voi per chiedere la vostra di fiducia.
In Veneto c'è molto lavoro da fare, e io ho bisogno di voi; di voi che conoscete Verona, la provincia, perchè ci siete nati; qui siete cresciuti e qui avete affrontato le vostre battaglie. Io, è vero, qui non ci sono nato, ma ho scelto di viverci e di creare qui la mia famiglia.
Voglio farlo in un tessuto sano, senza la zavorra mafiosa che ha ormai in mano tutta la Regione, con particolare peso sul lago di Garda e sulla città , definita da un rapporto dell'Arma "caposaldo del riciclaggio di denaro sporco".
Sono sicuro che potrò contare su di voi, perchè ho visto nei vostri occhi la voglia di combattere la mafia, come la vedevo nel 1992 neglio occhi di mio nonno e di mio zio, Giuseppe e Paolo Borsellino, vittime innocenti della mafia.
E allora andiamo insieme, per un Veneto libero dalle mafie.