Mar

05

Gen

2010

La mia Storia PDF Stampa E-mail
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Mi chiamo Bernardo Calasanzio (detto Benny) e sono un giovane schifosamente incensurato; mai avuto amici mafiosi, mai stallieri trafficanti di eroina, mai fatto inciuci, mai avuto barche a vela. Non ho, insomma, nemmeno uno dei requisiti necessari per fare politica nell'accezione attuale del termine.

Sono nato 25 anni fa a Santa Margherita di Belice, piccolo paesino tra le province di Palermo, Trapani ed Agrigento, luogo prediletto da Giuseppe Tomasi di Lampedusa, l’autore de "Il Gattopardo", per trascorrere le vacanze estive tra le dolci colline e il sontuoso palazzo reale. Un luogo suggestivo da cui sono andato via sei anni fa per trasferirmi a Padova, città in cui mi sono laureato in Scienze della Comunicazione con una tesi su Pippo Fava, il giornalista de "I Siciliani" ucciso da cosa nostra. Ho vissuto poi un anno a Firenze, dove ho collaborato con "Il Corriere Fiorentino" prima di trasferirmi definitivamente a Verona, dove vivo assieme alla mia compagna Irene 

Qui lavoro come collaboratore giornalistico per il principale giornale di Verona, "L’Arena", occupandomi di cronaca e con il giornale "Il Fatto Quotidiano"; sempre qui svolgo il Servizio Civile presso un'associazione che si occupa dei temi della Giustizia e della Pena, con particolare attenzione ai detenuti e alle loro famiglie. Gestisco anche un blog personale molto visitato: "Il blog della legalità". In ultimo sono anche studente al corso di laurea magistrale in Editoria e Giornalismo presso l'Università di Verona. 

Il mio impegno nella società civile è iniziato ormai tre anni fa, quando ho deciso che avrei usato ogni week end, ogni momento libero dal lavoro per girare l’Italia in lungo ed in largo per portare in giro la storia di mio nonno e di mio zio, Giuseppe e Paolo Borsellino, due piccoli imprenditori edili di Lucca Sicula ammazzati dalla mafia nel 1992 per non aver ceduto alle logiche di cosa nostra.  

Tutta la mia vita gira attorno all’impegno per la loro memoria, per una lotta alla mafia vera e povera, quella che ho condiviso con amici come Sonia Alfano, Salvatore Borsellino, Gioacchino Genchi, Vincenzo Guidotto e altre persone che ormai sono la mia famiglia. 

Tutto questo fino ad oggi, fino a quando ho deciso di impegnarmi in prima persona, di metterci la faccia senza garanzie o rassicurazioni. Ho deciso di farlo perchè voglio avere voce in capitolo per denunciare le infiltrazioni mafiose nel Veneto, soprattutto nella zona del Lago di Garda, ormai in mano alla camorra: qui le autorità locali negano e parlano di casi isolati, ricordandomi la Sicilia degli anni ‘80, la Sicilia in cui la mafia non esisteva. Voglio difendere quei cittadini isolati e umiliati dalle amministrazioni locali, che sistematicamente li ignorano quando si tratta di decidere riguardo al loro stesso destino.
 

Il mio e il nostro domani lo scriveremo assieme, per un Veneto libero dalle mafie.

 
Mercoledì, 08 Settembre 2010

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